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sabato 15 gennaio 2011

Contro il golpe di Marchionne, Bonanni e contro il sindacato giallo per la democrazia e i diritti

Il diktat che Marchionne ha imposto a Mirafiori e Pomigliano, con l'assenzo di FIM, UILM FISMIC E UGL, rappresenta il più grave attacco al lavoro e alla democrazia del dopoguerra. Il peggioramento pesantissimo delle condizioni di vita e di lavoro va di pari passocon un attacco di una gravità senza precedenti ai diritti garantiti dalla Costituzione. E' la volontà di riportare il lavoro ad una condizione servile, è la volontà di distruggere la FIOM per fare in modo che nei luoghi di lavoro esistano solo sindacati asserviti ai comandi dell'impresa.
· Si cancella il contratto nazionale per imporre condizioni di lavoro pesantissime: per ritmi, il taglio delle pause, il lavoro notturno, gli straordinari comandati senza contrattazione, il rifiuto dell’azienda di pagare i giorni di malattia
· Si cancella il diritto di sciopero, stabilendo che chi viola le clausole dell’accordo è passibile di “infrazione disciplinare” e quindi di licenziamento.
· Si elimina la possibilità per i lavoratori di poter eleggere i propri rappresentanti sindacali e si stabilisce che solo le organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l’accordo separato, abbiano diritto di esistere in fabbrica, eliminando per chi dissente ogni agibilità sindacale.
· E’ il lavoro schiavistico, la cancellazione della democrazia. E’ un modello che non rimarrà confinato alla FIAT, ma che se non sarà contrastato e sconfitto, diverrà il modello generale dei rapporti di lavoro nel nostro paese.
NON CI STIAMO!
E’ necessario che tutte le forze che non ci stanno, le forze della sinistra, si oppongano unitariamente a quanto sta avvenendo.
E’ necessaria l’unità dei movimenti, per i diritti del lavoro, per la scuola e l’università pubblica, per la difesa dell’ambiente e dei beni comuni. Non permettiamo questa ulteriore e definitiva violazione dei nostri diritti.
Sono in pericolo i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione nata dalla Resistenza.
TUTTI IN PIAZZA A FIANCO DELLA FIOM

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