Calendario

lunedì 28 febbraio 2011

il re è nudo

Il re è nudo ed è giunto il momento per tutti di aprire gli occhi sulla realtà politica ed amministrativa della nostra città. Quanto avevamo sempre pensato è ormai realtà. Non è sicuramente tutta colpa del sindaco di Ancona che non è capace di organizzare il futuro della nostra città, ma credo piuttosto che tutti i problemi nascano da quell’unità di interessi che serpeggia nei partiti dell’IDV e del PD che ad oggi ha frenato un’esperienza che forse avrebbe dato un vero rilancio alla dorica amministrazione. Mi spiego più chiaramente: è pur vero che sono forti le pressioni messe in campo da un partito di scambisti come l’IDV, tanto che con nessun pudore acquista truppe da sbarco e millanta maggior peso politico, con i numeri, ma non con il consenso popolare. E’ pur vero che l’IDV dichiara continuamente, anche con interviste ad personam, un interesse programmatico per una qualità migliore della vita degli anconitani (welfare), pretendendo nei fatti solo poltrone che poi occupa con personaggi completamente estranei al ruolo da ricoprire tanto che per l’esperto di turno, che in solo sei mesi è riuscito ad immobilizzare un assessorato, già si pensa ad una sostituzione. Ma è anche vero che tale situazione è voluta ed alimentata dallo stesso PD che, puta caso, ad ogni pretesa dell’alleato dipietrista approfitta per sistemare partite interne che non hanno, sin dalla nascita di questa giunta, appagato gli appetiti dei numerosi commensali sedutisi alla tavola del candidato a sindaco vincitore delle elezioni. Per inciso viene da fare una considerazione ovvia: e per fortuna che una parte del PD se ne è “volata per Ancona”. Basta non se ne può proprio più di quest’aria mefitica che circola nella coalizione di governo (a due) della città, non credo che il popolo sopporterà ancora per molto i tanti mestieranti della politica che ormai affollano in modo indecoroso l’anticamera di un sindaco che comunque resiste. Resiste nonostante gli si è depauperata una squadra messa su per affrontare un programma per la città condiviso da più partiti; gli restano ancora quattro assessori dei dieci partenti, poi una volta che pretenderanno di cambiare anche questi non gli resterà che una squadra, lui compreso , che è come l’Inter, italiana, ma di giocatori italiani ha solo Materazzi. E pensare che un sindaco ha il potere di mandare tutti a casa se non si ha fiducia nel suo operato e in quello dei suoi più stretti collaboratori. Dall’attuale situazione ne deriva un danno per la città, un danno che è maggiore se si considera che siamo arrivati al punto che, alla luce delle dimissioni dell’Assessore al Commercio, si propongono o meglio si impongono al Sindaco, in spregio alle sue intenzioni, nomi recuperati dal passato prossimo del PD e dalle nuove acquisizioni dell’ IDV. Senza pudore si fanno nomi di personaggi che durante le ultime elezioni amministrative della nostra città andavano propagandando, “Volando su Ancona”, un altro programma elettorale. Saranno questi nomi nuovi (riciclati) in grado di affrontare il loro compito dimenticando ciò in cui hanno creduto, per abbracciare qualcosa che loro stessi hanno combattuto? Basta! Non se ne può più. La nostra città era partita con la giunta del Sindaco Preside verso un’avventura tutta da vivere e da sperimentare, forse anche per il fatto che le persone che si erano messe ha disposizione della città non facevano parte di quella casta di politici di ruolo che per troppo tempo hanno stancamente mandato avanti le sorti della nostra città, politici che oggi tornano a galla. La Giunta del Sindaco era formata da donne e da uomini che erano e sono precari della politica poco condizionabili dai loro partiti o da correnti del loro partito. E’ tutto questo credo, in prima analisi, che non è riuscito a far decollare tale esperimento. Ancona ha bisogno di amministratori che amino la propria città non di persone scelte da statisti, vedi segretari nazionali o regionali; a chi non è di Ancona non interessa nulla della qualità della vita del popolo anconitano; Ancona (e le Marche?) è solo una palestra dove tirare fuori ognuno i propri muscoli per sopraffare l’altro, fosse anche l’alleato di lista elettorale, per guadagnare un posto che oggi, con la grave crisi occupazionale, è diventato sempre più un vero e proprio posto di lavoro.
Il vernacolaio piangerello: Alfonso Napolitano ex Assessore al Welfare del Comune di Ancona

0 commenti: